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Q110 – 50×40 (esclusa cornice) – olio su tela – anni ’50
Una giornata di pioggia nella Venezia lontana dal turismo di massa, un classico della produzione di  Cosimo Privato


COSIMO PRIVATO
Cosimo Privato è uno dei più validi ed originali pittori della “vecchia guardia” lagunare, quella che salì alla ribalta sul finire degli anni Venti.
Ha sempre lavorato a Venezia: si muoveva raramente dalla sua città.
Fu il primo tra i suoi amici e coetanei (Novati, Mori, Seibezzi, Ravenna, Dalla Zorza, Bergamini, ecc) ad avere il successo.
Nel 1926 venne accolto alla Biennale, dove espose successivamente ad ogni edizione fino al 1938.
Nel 1930 fu il più giovane espositore della Biennale; nel 1934 gli venne dedicata un’ampia parete con sette opere.
Espose all’Opera Bevilacqua La Masa ogni anno dal 1920 al 1940. Tra i Venti e Trenta fu assiduo alle mostre: basterà citare la Quadriennale a Roma nel 1935, la famosa Esposizione di Pittsburgh (Usa) nel 1932, le mostre a Praga, Vienna, Varsavia, Atene e Sofia, organizzate dalla Biennale, la prima Esposizione Internazionale a Fiume nel 1925; ed inoltre Internazionale delle Arti Decorative a Monza, la Permanente a Milano, le Biennali di Milano, le Regionali di Padova e Vicenza e la mostra d’Arte Sacra di Padova.
Allestì la prima mostra alla galleria Celentano a Milano nel 1930; ne seguirono altre a Padova, Trieste, Bergamo, Verona e Venezia (galleria Sandri nel 1941). Quella di Milano (galleria Mediolanum, 1946) fu l’ultima personale importante. Altre ne seguirono, ma rade, nel dopoguerra, soprattutto a Trieste.
Sempre più visse ritirato, partecipando a qualche sporadica collettiva.
Dopo la morte furono organizzati alcuni “omaggi” postumi, il primo dei quali nell’ottobre del 1971 a Venezia alla Galleria San Vidal.
Molte le opere seguite su commissione da Privato , a cominciare dai cartoni per la decorazione a mosaico nella sala del ricevimento a Palazzo Reale del Cairo.
Ebbe contatti frequenti, sempre negli anni Venti e Trenta, con mercanti nazionali e stranieri che gli acquistarono le opere. Suoi quadri furono più volte in Esposioni ufficiali ed acquistati.Tra gli acquisti figurano quelli del Re alla Biennele del 1932, del Comune di Venezia ed di altri enti alle mostre della Bevilacqua La Masa nel 1927-29-31-32, del Ministero della Pubblica Istruzione per la Galleria d’Arte Moderna di Roma, del Comune di Bari,  della Banca d’Italia, della Cassa di Risparmio di Venezia, e della Prefettura di Venezia.
Di lui hanno scritto molti critici, da Ojetti a Damerini, da Nebbia a Pozzi, da Celentano a Passarella, da Perocco a Rizzi.